Attirare l’attenzione, scrivere con metodo e usare le parole giuste
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Fulvio Julita

Mi occupo di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere.

Attirare l’attenzione, scrivere con metodo e usare le parole giuste

Quali sono le parole giuste? Quali attirano la nostra attenzione mentre scorriamo gli articoli di un giornale, di un blog, i post nel feed di un social network? Come sceglierle per il titolo di un nostro articolo o come incipit di un post?

Per rispondere a tutte queste domande dovremmo innanzitutto metterci nei panni del nostro interlocutore: il lettore, colui al quale vogliamo arrivare. È necessario immedesimarci nelle sue aspettative, aspirazioni, desideri. Dobbiamo innanzitutto pensare a lui.

scrivere attirare attenzione

© Foto di Lorenzo Lucca

Cosa colpisce l’attenzione del lettore?

 

C’è una dinamica che io chiamo le tre leve delle attenzione.

Noi tutti prestiamo attenzione ad un contenuto quando a colpo d’occhio – nel titolo, nell’immagine che l’accompagna, nelle prime parole usate in un testo – cogliamo qualcosa che soddisfi almeno uno di tre requisiti:

  • bisogni
  • interessi
  • passioni

Le tre leve dell’attenzione appunto.
Mi spiego meglio: raddrizziamo le nostre antenne se immediatamente percepiamo che, nel dedicare tempo ad un contenuto vedremo appagato…

… un bisogno (troveremo cioè la soluzione ad un nostro problema)
… un interesse personale (quel contenuto cioè soddisfa il nostro desiderio di conoscenza di qualcosa che ci riguarda o ci interessa)
… una passione (quel contenuto cioè ci regalerà un’emozione).


Prestiamo attenzione a qualcosa o a qualcuno quando avvertiamo che ne usciremo arricchiti.

Se ci pensi è normale che sia così: siamo in ogni momento bombardati da segnali, informazioni, nozioni, stimoli. Non abbiamo tempo per tutto.
Così la nostra mente ha sviluppato un procedimento per filtrare, distinguendo l’utile dall’inutile. Non è un sistema infallibile, sia chiaro: chissà quanto di buono ci perdiamo e chissà quanto tempo sprechiamo affidandoci a questo modo di agire, confidando nel colpo d’occhio.

Ma questa è la dinamica. E le tre leve dell’attenzione sono un fattore che dobbiamo considerare quando stiamo dall’altra parte e siamo coloro che vogliono far giungere a destinazione un messaggio.
Agire sulle tre leve dell’attenzione, fare cioè in modo che il nostro messaggio venga considerato dall’interlocutore richiede disciplina mentale. Dobbiamo cioè allenarci a trovare forme appaganti fin dalle prime battute, mettendo in evidenza da subito il beneficio che l’interlocutore acquisirà nel dedicarci il suo tempo.

È una questione di forma e di scelta delle parole.
A tal proposito ho sviluppato una tecnica facile facile per acquisire il corretto approccio mentale: il metodo dei Cinque Vasi.

 

LEGGI O ASCOLTA. Questo articolo è disponibile anche in EROI | Un podcast che parla di storytelling e imprese da raccontare.

Il Metodo dei Cinque Vasi

 

Immagina cinque vasi di vetro, di quelli usati per la marmellata. Hanno forme diverse ma capienza all’incirca uguale. Quando la versi in un vaso, la marmellata prende la forma del contenitore.

Proprio come accade alla marmellata, anche al nostro messaggio possiamo dare forme diverse, usando contenitori differenti.
Pensa che la marmellata sia il nostro messaggio, ciò che vorremmo raccontare attraverso un post per il nostro canale social, ad esempio.
Il vaso che sceglierai può determinare la forma del contenuto testuale.
In che modo?

Immagina che ogni vaso abbia un’etichetta, ognuna con una differente dicitura:

  • Come fare per
  • Sapevate che
  • Dove
  • Quella volta
  • Quando

Usare i cinque vasi significa imbastire il testo partendo dalle parole suggerite sulle etichette e farsi ispirare nella stesura. Non sono parole a caso, le ho scelte perché hanno un potere che le differenzia: insegnano a pensare al lettore fin dalle prime battute, a mostrare subito cosa ci sia di interessante – per lui – in ciò che abbiamo da dirgli.

Per comprendere meglio il metodo, eccoti un esempio… goloso.

 

Un esempio di scrittura con il metodo dei Cinque Vasi

 

Mettiti nei panni del titolare di una pasticceria. Nel tuo canale social vorresti parlare dei tuoi baci di dama, un tradizionale dolcetto piemontese formato da due calotte di pasta unite dal cioccolato che richiamano due labbra intente a baciare (così come lo descrive Wikipedia).

 

baci di dama

© Foto tratta dal sito Il cucchiaio d’argento

Come puoi raccontare i baci di dama usando i cinque vasi dell’omonimo metodo?

Proviamo insieme. Partiamo dal Come fare per:

Come fare per preparare i baci di dama così come dice la tradizione?

Un incipit che potrei anche alleggerire così:

Come preparare i baci di dama, così come vuole la tradizione?

E via con la descrizione della ricetta.
Nulla di particolarmente originale: un attacco semplice che, senza giri di parole, indirizza il lettore verso  il contenuto del messaggio, quel briciolo di conoscenza in più che assimilerà prestando attenzione al contenuto.

Seconda etichetta: Sapevate che.
Nel preparare questo episodio del podcast ho appreso di una leggende romantica legata al delizioso dolce, che ne associa le origini alla corte dei Savoia.

Sapevate che fu per far felice Vittorio Emanuele II che nacque il bacio di dama? La leggenda narra che in una bella giornata del 1852 il re chiese ai suoi cuochi di poter provare un nuovo dolce dal sapore e dalla forma diversa dal solito…

E via con il racconto.
Va detto che la leggenda è in realtà smentita dai fatti, così come potresti spiegare usando il terzo vaso: Dove.

Dov’è nato il bacio di dama? Non alla corte dei Savoia, come vorrebbe la leggenda, ma a Tortona, nell’alessandrino. La ricetta originale prevedeva l’utilizzo delle nocciole piemontesi, meno costose delle mandorle che sono in seguito entrate a far parte della preparazione.  Ecc… ecc…

È chiaro il concetto? Uso le etichette dei Cinque Vasi per dire fin da subito al lettore “Ecco dove ti sto portando, quale nozione ti arricchirà seguendomi”.

Quarto vaso: Quella volta.

Quella volta che Vittorio Emanuele II fu colto dal desiderio di qualcosa di dolce, nacque il bacio di dama. Era una bella giornata del 1852 e il re chiese ai suoi cuochi… ecc… ecc…

Ma potremmo agire su una leva diversa. Finora ho usato quella dell’interesse, ora usiamo quella dell’emozione. Un’emozione legata all’esperienza sensoriale.

Quella volta che una goccia di cioccolato scivolò tra due biscotti fragranti, fu amore per sempre. Due morbide labbra di pasta friabile strette nell’atto di baciare; la delicatezza delle mandorle e del burro unite dal cacao. È un viaggio nel piacere del gusto quel tradizionale dolcetto chiamato bacio di dama. Ecc… ecc…

Per il quinto vaso – Quando – provo a cambiare registro, più commerciale.

Quando sentirai il bisogno di qualcosa di assai buono, fai come fece Re Vittorio Emanuele II: chiedi ai tuoi cuochi di corte qualcosa che ti stupisca. Oppure varca le soglie del nostro negozio e guarda nella vetrina. Lì, tra le tante delizie, c’è un posto d’onore per un classico tra i dolci piemontesi: il bacio di dama. Ecc… ecc…

 

Conclusioni

 

Ti ho presentato cinque modi diversi per affrontare il racconto del medesimo contenuto, la storia di una piccola attività – una pasticceria – e dei suoi baci di dama. Tutto molto facile, usando il metodo del Cinque Vasi e lasciandosi ispirare.
Nell’esempio che ti ho descritto, la leva su cui i contenuti hanno agito in prevalenza è quella dell’interesse. Nel primo caso – il Come fare per… – ho lavorato anche su quella del bisogno, offrendo una soluzione pratica: come fare a preparare i baci di dama.
La leva delle emozioni prevale invece nel quarto caso: Quella volta che una goccia di cioccolato…

Come avrai compreso, “Come fare per…”, “Sapevate che…”, “Dove…”, “Quella volta…” e “Quando…” sono uno spunto semplice per aiutarti a compiere il primo passo verso la stesura di un testo che attragga il lettore.
Sono parole – parole giuste tra le tante che potresti considerare – da cui partire.

Il metodo dei Cinque Vasi ha una finalità esclusivamente educativa, non risolve un intero piano editoriale, non puoi pensare di scrivere ogni tuo contenuto facendo esclusivo uso di quei cinque incipit. Pensa che noia sarebbe.
Lo scopo del procedimento è aiutarti, quando scrivi, a pensare al tuo lettore. È qualcosa che a scuola non abbiamo imparato: la scuola ci ha insegnato a scrivere ma non a scrivere per qualcuno.
Non si diventa scrittori con i Cinque Vasi e il talento va esercitato se si desidera raggiungere buoni risultati, ma usare un metodo aiuta a trovare la fiducia nelle proprie risorse e affrontare sfide via via più ambiziose.

Allenati con il Metodo dei Cinque Vasi e, se ti va, raccontami la tua esperienza. Mi farebbe tanto piacere.