Tecniche di scrittura storytelling: creare un contenuto social in forma di dialogo
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Fulvio Julita

Mi occupo di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere.

Tecniche di scrittura storytelling: creare un contenuto social in forma di dialogo

Il lettore decide in frazioni di secondo. Tanto gli basta, sui social, per scegliere se dedicarti del tempo oppure volgere altrove il suo interesse. Il fenomeno è ben noto a chiunque produca contenuti per un piano editoriale: nello scorrere la pagina, la concorrenza di tante fonti di distrazione è il nemico da superare. Come puoi catturare lo sguardo in tempi stretti?

Non è facile, ma buone tecniche di scrittura (e qualche malizia) possono tornare utili.
Delle prime ho scritto altre volte in questo blog: forse hai letto del metodo dei Cinque Vasi, ad esempio, una modalità che ho elaborato per abituare gli autori a evidenziare il valore dei loro contenuti con l’uso di parole appropriate. Oppure hai scorto l’articolo sulla tecnica del passo indietro, una buona pratica con cui stemperare i toni autoreferenziali presenti in certe narrazioni d’impresa presenti sui social.

Di una nuova forma di scrittura voglio parlarti in questo articolo. Mi è stata segnalata da Chiara Romano, copywriter.

La tecnica consiste in una sorta di trascrizione riadattata delle conversazioni avvenute con i clienti.

Chiara la utilizza per i suoi post di LinkedIn. I suoi contenuti affrontano questioni ricorrenti del suo lavoro: “I clienti sono la mia prima fonte di ispirazione. Quando parliamo, nascono delle interazioni interessanti. A volte sfociano in qualcosa di positivo, altre volte in riflessioni che meritano un approccio più approfondito. E ci sono momenti in cui si sviluppano dialoghi esilaranti!”.

 

Ecco un esempio

“Ciao Chiara, grazie per il preventivo. Ma non sono contento.”
“Buongiorno a te! Come mai?”
“Non vedo neanche un’idea qui. Pensavo che…”
“Cosa pensavi? Che ti avrei mandato le mie idee?”
“Sì!”
“Non vorrei fraintendessi, ma non hai tenuto conto di due aspetti.”
“Quali?”
“Primo: per sviluppare le idee, ci vuole tempo. Non certo una settimana.
Secondo: le idee si pagano. Come tutto il resto.
Tu non stai pagando solo la comunicazione, ma tutto il contorno.”
“Ah. Va bene.”
“Ti piacerebbe se tu fossi pasticciere, entrassi nella tua pasticceria senza consumare e ti chiedessi la ricetta delle brioche?”
“No.”
“Ecco.”

Quando chiamate un consulente, non lo state pagando solo per il lavoro “in superficie”, ma anche per i dettagli che non vedrete.

I vantaggi di questa tecnica di scrittura nello storytelling

Quella adottata da Chiara è una scelta stilistica che presenta molti vantaggi:

  • contestualizza le questioni in un ambito concreto
  • si sintonizza con il lettore ideale – cliente o potenziale – usando il suo stesso linguaggio
  • connota il suo stile rendendosi distinguibile dai concorrenti

 

“Quando ho proposto la prima volta questo format, ho notato che l’interazione – sia tra me e i miei contatti, sia tra i contatti rispondenti al post – è cresciuta del triplo rispetto ad altri tipi di articoli pubblicati. E questo è importante, perché si crea un network che porta sviluppi significativi e future collaborazioni”.

Lo scambio di battute genera una sorta di immedesimazione nell’una o l’altra parte. E stimola il coinvolgimento.

“Di solito funziona per contenuti di tipo riflessivo; infatti, non aggiungo quasi mai immagini, a meno che l’argomento non lo richieda, e pubblico o il lunedì, o il venerdì. Più spesso il venerdì, quando la gente vuole rilassarsi nell’attesa del weekend e non pensare al lavoro”.

Puoi vedere su LinkedIn il post qui sopra riportato e altri due esempi:

Tecniche di scrittura storytelling – Esempio 01
Tecniche di scrittura storytelling – Esempio 02
Tecniche di scrittura storytelling – Esempio 03

 

Esercizio di scrittura: come trasformare una conversazione in un post

Facciamo un po’ di pratica. Prova ad emulare quanto suggerito da Chiara, la tecnica del dialogo che diventa post. Sarà facile se seguirai i suoi consigli:

“Al termine di una conversazione in cui sono emersi spunti significativi (una riunione o una telefonata, ad esempio) prendi subito nota dei passaggi salienti, così da non dimenticare ciò che è stato detto. In un secondo momento, con più calma, ricostruisci il dialogo tra te e l’altra persona in modo lineare”.

Due raccomandazioni:

– Il parlato e lo scritto sono diversi, quindi anche la grammatica. Per rendere più fruibile il contenuto, migliora la forma sostituendo le locuzioni tipiche del parlato con quelle classiche dello scritto, rimanendo comunque fedele a ciò che è stato detto nel corso della conversazione.
– Se puoi, evita di nominare cliente e azienda e qualsiasi tipo di riferimento che consenta di identificarlo. Salvo vi sia un esplicito consenso. 

Un consiglio extra?

“Rispondi sempre ai commenti, altrimenti sembrerà il classico post creato ad hoc da un guru!”

 

tecniche di scrittura per lo storytelling

In conclusione

Che ne pensi di questo metodo di scrittura? Io ne sono entusiasta. Ho trovato originale l’uso che ne fa Chiara, tanto strategico da essere diventato una nota caratteristica del suo personal storytelling. 
Se ti capiterà di usare la tecnica proposta in questo articolo, sarò felice di conoscere la tua esperienza: scrivimi e raccontami com’è andata.

 

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