Podcast di storytelling e imprese da raccontare: Eroi
Fulvio Julita storytelling social media marketing PLUME

Fulvio Julita

Mi occupo di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere.

Cosa c’è da sapere su Eroi, il podcast che parla di storytelling e imprese da raccontare

C’è un patrimonio di storie da raccontare nella vita di ogni impresa, lo ripetiamo all’infinito tra le pagine di questo blog. Il valore di quelle storie è moneta spendibile in una strategia di marketing. Basta osservare le imprese più sveglie che si narrano attraverso il web: non mi riferisco ai soliti grandi nomi internazionali che ogni consulente di marketing cita nelle aule di formazione, ma alle piccole realtà, i freelance, i negozianti, tante PMI. Chiedi a loro le ragioni per cui presidiano i social, tengono un blog, raccolgono le mail dei loro contatti. Non è per vanità che lo fanno.

Ci si narra online perché è la chiave con cui arrivare a nuovi clienti, costruire rapporti e vendere.

Non ci si improvvisa narratori di sé stessi, questo va detto. Servono strategie, metodi e qualche astuzia del mestiere. Nulla che non si possa apprendere da altri. Ma le storie (il materiale narrativo, come dicono i maestri dello storytelling d’impresa), quelle non si trovano altrove se non tra le pagine della storia dell’impresa stessa.
Sono storie semplici e straordinarie, parlano di sogni, speranze, paure, prove da superare, problemi da risolvere, narrano di tenacia e coraggio. Quelle delle imprese sono storie eroiche.

Eroi, non a caso, è il nome che ho scelto per una nuova iniziativa di Plume.

© Foto di Zoltan Tasi

Dove ascoltare Eroi?

Il podcast parla di storytelling e imprese da raccontare, ed è presente su Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker, Spotify.

Sono piattaforme ormai note a tanti italiani. Un’indagine Nielsen del 2019 rivelava dati impensabili fino a pochi anni prima: 12,1 milioni gli italiani che avevano ascoltato almeno un episodio di un podcast in dodici mesi. Il nostro Paese ha scoperto il piacere di occupare, con l’ascolto di contenuti selezionati, quei momenti in cui la mente non è occupata da attività impegnative: in viaggio, in palestra, in casa stirando o cucinando ad esempio.

Tra i tanti disponibili, mancava un podcast che si calasse nei panni di un freelance o un piccolo imprenditore e spiegasse lo storytelling senza tirare in ballo i brand altisonanti.

Il marketing dei soliti Amazon, Apple e Coca Cola segue dinamiche distanti dalle logiche di una piccola attività imprenditoriale e dai suoi obiettivi. Nel podcast descrivo perciò i metodi per dare forma ad una narrazione d’impresa alla portata dei budget minori: racconto di Internet e dei social media quale luogo in cui guadagnare visibilità e diffondere fiducia, parlo di strategie, di obiettivi perseguibili, di strumenti per arrivare ai potenziali clienti.

Leggi anche: Sai cos’è un podcast?

Fin dal titolo, Eroi rende omaggio ad uno degli schemi tradizionali della narrazione, enunciato negli anni ‘50 da Joseph Campbell, studioso di mitologia comparata.
Lo definì Il viaggio dell’eroe e consiste in una successione di eventi che vedono un protagonista (l’eroe), spinto dal desiderio o ancor più dal bisogno, abbandonare la sua condizione iniziale, affrontare varie prove, fino a raggiungere il proprio traguardo, uscendone trasformato.
Un modello narrativo, spremuto da tanta letteratura e cinematografia, che oggi scopre nuove applicazioni nel marketing via internet.

Una seconda citazione è nell’immagine di copertina, la sagoma di un uomo visto di schiena, intento a scrutare l’orizzonte. Qualcuno ritroverà nel soggetto un vago riferimento pittorico al celebre Viandante sul mare di nebbia, dipinto dal tedesco Caspar David Friedrich nel 1818. Un’opera iconica che offre all’osservatore un punto di vista in cui immedesimarsi, proprio come succede con le storie d’impresa, argomento del podcast.

Prima del podcast fu la radio

Con questa iniziativa, torno ad un vecchio amore: Eroi è un progetto che con molto piacere mi riporta dietro ad un microfono. La mia passione per il comunicare con la voce nasce negli anni ottanta, nell’era delle radio locali, vero fenomeno tra i media del momento. L’Italia usciva dal monopolio detenuto, fino al 1975, dalla RAI, l’emittente radiotelevisiva di Stato.
Le emittenti private furono allora un’ondata di aria fresca. Le chiamavamo radio libere, quasi a sottolinearne la natura indipendente dalle istituzioni, e ce n’erano in ogni città, quartiere, cortile.
In cabina di regia le attrezzature erano spartane: un paio di giradischi, un mixer, un microfono. Con i registratori a nastro si mandava in onda le pubblicità. Gli studi più evoluti erano dotati di Revox, lettori di grandi bobine con ore di musica registrata, per coprire la fascia notturna di trasmissione.
Fu in quell’epoca da pionieri che, in una piccola radio novarese, io scoprii la dirompente forza comunicativa con cui la voce sa arrivare al cuore delle persone.
Sperimentai negli anni vari forme di intrattenimento radiofonico, con crescente entusiasmo. E nel 2009, nella redazione di un talk show radiofonico, incontrai il podcasting.

Il mio primo podcast si chiamava Le storie di Siamo in Onda, raccoglieva racconti brevi (2100 battute, in lettura occupano il tempo di una canzone) scritti per la radio da una trentina di giovani autori. Insieme avevamo resuscitato un vecchio format, il cosiddetto radiodramma. L’iniziativa ai tempi sollevò l’attenzione di Apple che per lungo tempo propose il programma tra i podcast più degni di nota.