Diritto d'autore: posso usare una foto trovata sul web?
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Fulvio Julita

Mi occupo di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere.

Diritto d’autore: posso usare una foto trovata sul web?

Il furto di idee è tra gli atti più odiosi di cui puoi essere vittima se svolgi un lavoro basato sulla creatività. Posso dirlo in prima persona, avendone subiti alcuni, l’ultimo pochi giorni fa. Odioso perché nell’atto creativo ci sono esperienze maturate, conoscenza acquisita, c’è il senso di una vita che ti ha reso ciò che sei: c’è la tua identità in quello che crei.

LEGGI O ASCOLTA. Questo articolo è disponibile anche in EROI | Un podcast che parla di storytelling e imprese da raccontare.

Qualunque impresa o professionista che si racconti sul web potrebbe subire o, al contrario, macchiarsi della violazione di un diritto ben regolamentato dalle norme vigenti: il diritto d’autore. È possibile che succeda in un luogo, Internet appunto, dove tutto è a portata di mano. Basta un clic per scaricare una foto da un sito e poi ricaricarla altrove. Ma la facilità non giustifica il gesto e nemmeno l’ignoranza di alcuni principi fondamentali.

Posso usare sui miei social, nel mio blog o nelle mie Stories una foto trovata su Internet? La risposta è no, salvo tu non abbia ottenuto esplicita autorizzazione dall’autore.

Nemmeno se quella foto poi la modifichi, la rielabori, la trasformi in qualcos’altro: se non sei l’autore e l’autore non ti ha dato il consenso, non lo puoi fare: non puoi prendere una foto da internet e usarla a tuo piacimento.

Lo dice la legge sui diritti d’autore; in Italia si fa riferimento alla numero 633 del 22 aprile 1941 che protegge le opere dell’ingegno aventi carattere creativo. All’epoca Internet e i social media ancora non esistevano, ma già la tutela delle opere d’intelletto costituiva oggetto di forte dibattito. Si pensi solo che in Italia il plagio come violazione dei diritti d’autore era già presente nel Codice Albertino del 1838 e in Inghilterra era regolamentato ancora prima.

Tutela del diritto d’autore: cosa dice la legge

Il diritto d’autore prevede che l’autore possa sfruttare in maniera esclusiva la propria opera: solo a lui spetta decidere riguardo pubblicazione, riproduzione, comunicazione al pubblico, distribuzione, traduzione, elaborazione, vendita, noleggio, prestito dell’opera ed eventuale cessione dei diritti.

Nessuna libertà di sfruttamento è concessa ad altri se non all’autore di una fotografia, una canzone, uno scritto, un progetto grafico e qualsiasi altra opera creativa frutto dell’intelletto.

È la ragione per cui alcuni social network bloccano l’upload di un filmato a cui sia stata abbinata, come traccia musicale, una canzone famosa: un algoritmo la riconosce e impedisce che venga diffuso un contenuto che presenti una possibile violazione del copyright, il diritto dell’autore appunto.

Anche certi meme vìolano il diritto di qualcuno.
I meme sono contenuti grafici a carattere scherzoso che si propagano sui social a suon di condivisioni; vengono in genere ricavati dall’abbinamento di testi a fotografie prese dai social, da pubblicità o fotogrammi di film.
Lo sfruttamento di un’immagine, di un filmato, di un testo, in un social o in un blog aziendali è contestabile anche per la sola presenza del contenuto non autorizzato in un contesto commerciale. Ed è indubbio che, ad esempio, la Pagina Facebook di un professionista o di un’impresa lo sia in quanto viene gestita con finalità lucrative.

Qual è la differenza tra contraffazione e plagio

Nl primo caso – la contraffazione – si cerca di trarre un beneficio economico dalla riproduzione e l’utilizzo di un’opera altrui senza l’autorizzazione dell’autore. Nel caso del plagio c’è l’aggravante dell’attribuire a sé stessi la paternità del lavoro di altri.

Come accadde in una circostanza riferita da Marziale. Così il poeta latino del I secolo d.C. scrisse riferendosi ad un rivale:

Si dice in giro, Fidentino, che tu le mie poesie
reciti in pubblico come se fossero le tue.
Te le regalerò, se vuoi che si dicano mie: comprale
se vuoi che si dica che sono tue, e non saranno più mie.

Marziale tramandò l’episodio con un’epigrafe. Chissà, forse oggi avrebbe affidato ad un post su Facebook la sua amarezza.

La distinzione tra plagio e contraffazione è ben descritta dall’Accademia della Crusca, voce autorevole in fatto di conoscenza della lingua italiana, che sottolinea: “Può sussistere plagio senza contraffazione, o contraffazione senza plagio. Se una qualsiasi opera viene riprodotta per uso privato, non si tratta di plagio, né di contraffazione”.

Quali sanzioni in caso di violazione del diritto d’autore

Il titolare dei diritti può presentare denuncia alle autorità competenti qualora abbia identificato un illecito. Le azioni civilistiche a tutela dei diritti morali e di sfruttamento economico dell’opera d’ingegno vanno dall’azione inibitoria (“Ti diffido dal farlo ancora”), alla rimozione o distruzione degli esemplari che costituiscono l’illecito (“Ti impongo di rimuovere da Instagram quel post in cui hai utilizzato una mia foto”) fino al risarcimento dei danni, che vanno però dimostrati.
Al diritto d’autore è anche riservata una tutela penale. Le sanzioni sono sia economiche (si parte da un minimo di 516 euro), sia detentive. Il reato è perseguibile d’ufficio con una semplice denuncia alle autorità competenti e si prescrive in cinque anni.

Diritto d'autore

© Foto di Lorenzo Lucca

Fotografie e filmati liberi da diritti: dove trovarli

“Cosa posso fare per non incappare nella violazione di un diritto altrui?”, Immagino sia questo che ti stai chiedendo, tu che amministri un canale social, una newsletter, un blog aziendale. “Come posso arricchire il mio storytelling, il mio calendario editoriale di contenuti visivi, di fotografie, di filmati, disegni o quant’altro se non posso prenderli da Internet?”.

Innanzitutto non è vero che tutto ti è vietato. La Rete è piena di contenuti liberamente utilizzabili anche per fini commerciali. Sono quelli distribuiti – e di ciò ti devi accertare – con una licenza di libero utilizzo, la cosiddetta Creative Commons, che ne esplicita gli utilizzi consentiti.
Tra i tanti siti web dove puoi trovare contenuti di questo tipo ti suggerisco Pexels, un ottimo punto di riferimento se sei alla ricerca di fotografie e filmati liberamente utilizzabili.

Cos’altro puoi fare per disporre di immagini o contenuti visivi senza violare la proprietà intellettuale d’altri?

  • Acquistare i diritti dei contenuti che intendi utilizzare. Così come Marziale invitava a fare nel sonetto che ti ho citato.

Oppure ancor meglio…

  • Limitarti ad usare contenuti creati da te, prendendo dimestichezza con le tecniche della fotografia e del videomaking. A tal proposito potrebbe interessarti un corso di fotografia per il social media marketing tenuto da Lorenzo Lucca ed Elisa Piemontesi, fotografi e co-fondatori di Plume.
  • Affidare a qualcuno la creazione dei contenuti che ti servono. Anche in questo caso potresti rivolgerti ai miei due colleghi.

 

Insomma la protezione del diritto d’autore è materia intricata e merita tanta attenzione, sia per tutelarsi, sia per non incappare in spiacevoli e onerosi incidenti di percorso. A tal proposito ricordo quanto Alessandro Vercellotti, avvocato specializzato in diritto del web, disse in un’intervista per il nostro blog: “Trovare delle immagini online è semplice e veloce, ma trovare qualcosa non significa poterne disporre liberamente. (…) L’unica azione ammissibile senza esplicito consenso è la diffusione sulla stessa piattaforma con il classico tasto condividi o con un repost.”

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