Non sei il migliore di tutti perché hai deciso di raccontarti online
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Fulvio Julita

Mi occupo di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere.

Non sei il migliore di tutti perché hai deciso di raccontarti online

LEGGI O ASCOLTA. Questo articolo è disponibile anche in EROI | Un podcast che parla di storytelling e imprese da raccontare.

Un fenomeno frena lo slancio di tanti professionisti e molte piccole imprese. Si chiama: riprova sociale.

Di riprova sociale parla lo psicologo Robert Cialdini tra le armi della persuasione dell’omonimo libro:

“Noi usiamo le azioni degli altri”, così spiega Robert Cialdini, “per decidere quale sia il comportamento giusto anche da parte nostra, specialmente quando questi altri ci appaiono simili a noi.”

La riprova sociale è una scorciatoia mentale che si palesa quando ci capita di prendere decisioni: “Se altri, in una determinata circostanza, si sono comportati in un certo modo, è perché forse sanno qualcosa che io non so”, così pensiamo. “Di conseguenza, conformarsi agli altri è probabilmente la scelta migliore”.
Ci affidiamo alla riprova sociale in tante situazioni della vita, ad esempio per le decisioni d’acquisto: hai presente cosa facciamo su Tripadvisor quando vogliamo farci un’idea di una struttura ricettiva o di un ristorante? Oppure su Amazon, quando stiamo valutando, tra tanti prodotti, quello più adatto a noi? Ci catapultiamo tra le recensioni per trovare segnali di affidabilità nelle esperienze altrui.

Conformarsi al giudizio di altri è spesso la scelta migliore. Ma a volte è un freno.
Del peso della riprova sociale – di quel pensiero malato che tende ad omologarti per essere socialmente accettabile – vorrei parlarti in questo articolo facendoti ascoltare l’audio di un filmato che registrai tempo fa.

 

“Non sei il migliore di tutti. Semplicemente sei qualcuno che ha qualcosa da dire”.

Così si chiude l’invettiva del filmato, un monologo per spronare quei tanti professionisti e imprenditori che vedono nel web occasioni di visibilità e proficue relazioni, che aspirano a legittimi traguardi commerciali, ma rinunciano o si nascondono dal web terrorizzati dall’idea di essere giudicati.

Chiuderei questa riflessione con le parole che una collega pronunciò tempo fa di fronte ad alcuni imprenditori in un’aula di università:

“Non è vanità il raccontarsi per vendere. Dimentichiamoci quella paura che ci schiaccia e ci costringe ad essere socialmente accettabili. Se quel che racconti è vero, stai semplicemente dando concretezza alla storia di te.”.

Chiarito questo punto, vien da chiedersi: come dare concretezza alla tua storia d’impresa?

Potresti partire dal mio libro, Raccontarsi online (Hoepli editore). Il testo ti guiderà nella messa a punto e la gestione della strategia e imparerai le basi del raccontare le imprese: organizzare un piano editoriale per lo storytelling della tua impresa e i segreti della creazione di contenuti con la scrittura, la fotografia e i video.
Studia e metti in pratica. Sporcandosi le mani – dapprima forse incerte, poi più spedite – prendono vita le strategie. Non diventerai forse il migliore di tutti, ma troverai modi migliori per dire tutto quello che avresti da dire.

 

Raccontarsi online. Dal freelance alle piccole e medie imprese: storytelling per il marketing digitale (Editore Hoepli)Libro: Raccontarsi online

Autore: Fulvio Julita
Editore: Hoepli
Copertina flessibile : 240 pagine
ISBN-10 : 8820399164
ISBN-13 : 978-8820399160

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Per approfondire l’argomento: abbiamo parlato di raccontarsi online anche in questo articolo; qui invece si parla di Posizionamento, relazioni ed autenticità.